📖 PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LE CENTO FONTANE DI SINAGRA" 📖 ▶️ Si è svolta a Sinagra nelle settimane scorse la presentaz...

Scritto il 12/01/2026
📖 PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LE CENTO FONTANE DI SINAGRA" 📖
▶️ Si è svolta a Sinagra nelle settimane scorse la presentazione del libro "Le cento fontane di Sinagra” di Vincenza Mola, evento organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con la locale Pro Loco Sinagra
👉🏻 Il libro censisce un paesaggio culturale, non “solo” fontane. A Sinagra l’acqua non è mai stata soltanto una risorsa. È stata lavoro, rito, misura del tempo, ha modellato un modo di abitare i Nebrodi. Il titolo può trarre in inganno. Il tema non è la fontana in sé. Il tema è il paesaggio culturale che quelle fontane rendono leggibile.
📖 Un atlante del visibile e dell’invisibile, un libro che assume una tesi netta. Il paesaggio non coincide con ciò che si vede. Esiste una quota decisiva “invisibile”. È simbolica, sacrale, mitica, spirituale. Non è folklore. È struttura, orienta pratiche e identità.
🗣️ Mola lo dichiara anche con un riferimento forte a Calvino. La città non è un inventario di oggetti. È un sistema di relazioni tra spazio e memoria. Questa è la regola del volume. Contare serve. Interpretare è indispensabile.
Ricerca dal basso, metodo rigoroso
L’opera nasce da una ricerca lunga e capillare. Incrocia ricognizioni sul campo, fonti e storia orale. L’autrice adotta l’approccio etnostorico caro ad Aurelio Rigoli. Usa l’oralità come strumento di lettura del vissuto popolare. Mira a una storia “integrale” del territorio.
Il censimento non riguarda solo le fontane. Include anche i palmenti. Acqua e vino diventano due assi del paesaggio. Due economie. Due simboliche. Una stessa grammatica dell’abitare. I numeri che cambiano scala.
⛲ Il “cento” del titolo è una soglia narrativa. I dati reali ampliano il quadro. Il libro registra 139 fontane e 52 palmenti e molto altro ancora: mulini, frantoi, punti panoramici, persino alberi secolari. La scala non è pittoresca. È territoriale.
🗓️ Le schede sono pensate per essere utili. Contengono cartografia (CTR), dati catastali, geologia, uso del suolo, stato di conservazione, condizioni giuridiche, note antropologiche. È documentazione riusabile. Serve alla tutela. Serve alla scuola. Serve alla progettazione culturale.
Tecnica, fatica, immaginario
Il volume include nuclei tematici che raramente compaiono in opere locali. C’è un capitolo sul bisogno dell’acqua. Ci sono colloqui con un rabdomante. Emergono pratiche e saperi oggi fragili. La vena d’acqua. Le captazioni. Le catusere.
C’è anche un capitolo sul simbolismo dell’acqua. Non è una digressione. È una lente. Mostra la continuità tra tecnica e sacro. Mostra come l’acqua governi anche riti e confini culturali.
Un libro che denuncia l’abbandono
Il libro non indulge nella nostalgia. Registra un fatto contemporaneo. Molte fontane sono oggi meno usate e spesso degradate. L’acqua domestica ha reso marginali le micro-infrastrutture comunitarie. La stampa locale lo evidenzia. Le fotografie mostrano anche l’abbandono.
Qui il volume diventa un gesto civile. Un territorio non è uno sfondo. È un patto tra generazioni. Se la cura si interrompe si perdono pietre e parole. Si perde un lessico. Si perde riconoscimento.
Perché conta
Il senso del libro sta in una formula. Documentare per riattivare. Il censimento è una base. Può sostenere itinerari lenti, recuperi, didattica, manutenzione. Può restituire dignità ai saperi minuti e alla memoria orale. Può far tornare il paesaggio a essere bene comune.
👥 A moderare la presentazione il giornalista e coordinatore editoriale Marcello Proietto di Silvestro, sono intervenuti: l’assessore alla cultura del comune di Sinagra Marzia Mancuso, la direttrice della casa editrice Aurea Nox Grazia Velvet Capone, l’archeologo Michele Fasolo, il docente dell’Università degli Studi di Palermo e Firenze Andrea Marcel Pidalà, la professoressa Rosetta Vitanza e la scrittrice e presidente della Pro Loco Vincenza Mola.
🏛️ Sinagra, 12/1/2026