đ PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LE CENTO FONTANE DI SINAGRA" đ
âśď¸ Si è svolta a Sinagra nelle settimane scorse la presentazione del libro "Le cento fontane di Sinagraâ di Vincenza Mola, evento organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con la locale Pro Loco Sinagra
đđť Il libro censisce un paesaggio culturale, non âsoloâ fontane. A Sinagra lâacqua non è mai stata soltanto una risorsa. Ă stata lavoro, rito, misura del tempo, ha modellato un modo di abitare i Nebrodi. Il titolo può trarre in inganno. Il tema non è la fontana in sĂŠ. Il tema è il paesaggio culturale che quelle fontane rendono leggibile.
đ Un atlante del visibile e dellâinvisibile, un libro che assume una tesi netta. Il paesaggio non coincide con ciò che si vede. Esiste una quota decisiva âinvisibileâ. Ă simbolica, sacrale, mitica, spirituale. Non è folklore. Ă struttura, orienta pratiche e identitĂ .
đŁď¸ Mola lo dichiara anche con un riferimento forte a Calvino. La cittĂ non è un inventario di oggetti. Ă un sistema di relazioni tra spazio e memoria. Questa è la regola del volume. Contare serve. Interpretare è indispensabile.
Ricerca dal basso, metodo rigoroso
Lâopera nasce da una ricerca lunga e capillare. Incrocia ricognizioni sul campo, fonti e storia orale. Lâautrice adotta lâapproccio etnostorico caro ad Aurelio Rigoli. Usa lâoralitĂ come strumento di lettura del vissuto popolare. Mira a una storia âintegraleâ del territorio.
Il censimento non riguarda solo le fontane. Include anche i palmenti. Acqua e vino diventano due assi del paesaggio. Due economie. Due simboliche. Una stessa grammatica dellâabitare. I numeri che cambiano scala.
ⲠIl âcentoâ del titolo è una soglia narrativa. I dati reali ampliano il quadro. Il libro registra 139 fontane e 52 palmenti e molto altro ancora: mulini, frantoi, punti panoramici, persino alberi secolari. La scala non è pittoresca. Ă territoriale.
đď¸ Le schede sono pensate per essere utili. Contengono cartografia (CTR), dati catastali, geologia, uso del suolo, stato di conservazione, condizioni giuridiche, note antropologiche. Ă documentazione riusabile. Serve alla tutela. Serve alla scuola. Serve alla progettazione culturale.
Tecnica, fatica, immaginario
Il volume include nuclei tematici che raramente compaiono in opere locali. Câè un capitolo sul bisogno dellâacqua. Ci sono colloqui con un rabdomante. Emergono pratiche e saperi oggi fragili. La vena dâacqua. Le captazioni. Le catusere.
Câè anche un capitolo sul simbolismo dellâacqua. Non è una digressione. Ă una lente. Mostra la continuitĂ tra tecnica e sacro. Mostra come lâacqua governi anche riti e confini culturali.
Un libro che denuncia lâabbandono
Il libro non indulge nella nostalgia. Registra un fatto contemporaneo. Molte fontane sono oggi meno usate e spesso degradate. Lâacqua domestica ha reso marginali le micro-infrastrutture comunitarie. La stampa locale lo evidenzia. Le fotografie mostrano anche lâabbandono.
Qui il volume diventa un gesto civile. Un territorio non è uno sfondo. à un patto tra generazioni. Se la cura si interrompe si perdono pietre e parole. Si perde un lessico. Si perde riconoscimento.
PerchĂŠ conta
Il senso del libro sta in una formula. Documentare per riattivare. Il censimento è una base. Può sostenere itinerari lenti, recuperi, didattica, manutenzione. Può restituire dignità ai saperi minuti e alla memoria orale. Può far tornare il paesaggio a essere bene comune.
đĽ A moderare la presentazione il giornalista e coordinatore editoriale Marcello Proietto di Silvestro, sono intervenuti: lâassessore alla cultura del comune di Sinagra Marzia Mancuso, la direttrice della casa editrice Aurea Nox Grazia Velvet Capone, lâarcheologo Michele Fasolo, il docente dellâUniversitĂ degli Studi di Palermo e Firenze Andrea Marcel PidalĂ , la professoressa Rosetta Vitanza e la scrittrice e presidente della Pro Loco Vincenza Mola.
đď¸ Sinagra, 12/1/2026
âśď¸ Si è svolta a Sinagra nelle settimane scorse la presentazione del libro "Le cento fontane di Sinagraâ di Vincenza Mola, evento organizzato dall'amministrazione comunale in collaborazione con la locale Pro Loco Sinagra
đđť Il libro censisce un paesaggio culturale, non âsoloâ fontane. A Sinagra lâacqua non è mai stata soltanto una risorsa. Ă stata lavoro, rito, misura del tempo, ha modellato un modo di abitare i Nebrodi. Il titolo può trarre in inganno. Il tema non è la fontana in sĂŠ. Il tema è il paesaggio culturale che quelle fontane rendono leggibile.
đ Un atlante del visibile e dellâinvisibile, un libro che assume una tesi netta. Il paesaggio non coincide con ciò che si vede. Esiste una quota decisiva âinvisibileâ. Ă simbolica, sacrale, mitica, spirituale. Non è folklore. Ă struttura, orienta pratiche e identitĂ .
đŁď¸ Mola lo dichiara anche con un riferimento forte a Calvino. La cittĂ non è un inventario di oggetti. Ă un sistema di relazioni tra spazio e memoria. Questa è la regola del volume. Contare serve. Interpretare è indispensabile.
Ricerca dal basso, metodo rigoroso
Lâopera nasce da una ricerca lunga e capillare. Incrocia ricognizioni sul campo, fonti e storia orale. Lâautrice adotta lâapproccio etnostorico caro ad Aurelio Rigoli. Usa lâoralitĂ come strumento di lettura del vissuto popolare. Mira a una storia âintegraleâ del territorio.
Il censimento non riguarda solo le fontane. Include anche i palmenti. Acqua e vino diventano due assi del paesaggio. Due economie. Due simboliche. Una stessa grammatica dellâabitare. I numeri che cambiano scala.
ⲠIl âcentoâ del titolo è una soglia narrativa. I dati reali ampliano il quadro. Il libro registra 139 fontane e 52 palmenti e molto altro ancora: mulini, frantoi, punti panoramici, persino alberi secolari. La scala non è pittoresca. Ă territoriale.
đď¸ Le schede sono pensate per essere utili. Contengono cartografia (CTR), dati catastali, geologia, uso del suolo, stato di conservazione, condizioni giuridiche, note antropologiche. Ă documentazione riusabile. Serve alla tutela. Serve alla scuola. Serve alla progettazione culturale.
Tecnica, fatica, immaginario
Il volume include nuclei tematici che raramente compaiono in opere locali. Câè un capitolo sul bisogno dellâacqua. Ci sono colloqui con un rabdomante. Emergono pratiche e saperi oggi fragili. La vena dâacqua. Le captazioni. Le catusere.
Câè anche un capitolo sul simbolismo dellâacqua. Non è una digressione. Ă una lente. Mostra la continuitĂ tra tecnica e sacro. Mostra come lâacqua governi anche riti e confini culturali.
Un libro che denuncia lâabbandono
Il libro non indulge nella nostalgia. Registra un fatto contemporaneo. Molte fontane sono oggi meno usate e spesso degradate. Lâacqua domestica ha reso marginali le micro-infrastrutture comunitarie. La stampa locale lo evidenzia. Le fotografie mostrano anche lâabbandono.
Qui il volume diventa un gesto civile. Un territorio non è uno sfondo. à un patto tra generazioni. Se la cura si interrompe si perdono pietre e parole. Si perde un lessico. Si perde riconoscimento.
PerchĂŠ conta
Il senso del libro sta in una formula. Documentare per riattivare. Il censimento è una base. Può sostenere itinerari lenti, recuperi, didattica, manutenzione. Può restituire dignità ai saperi minuti e alla memoria orale. Può far tornare il paesaggio a essere bene comune.
đĽ A moderare la presentazione il giornalista e coordinatore editoriale Marcello Proietto di Silvestro, sono intervenuti: lâassessore alla cultura del comune di Sinagra Marzia Mancuso, la direttrice della casa editrice Aurea Nox Grazia Velvet Capone, lâarcheologo Michele Fasolo, il docente dellâUniversitĂ degli Studi di Palermo e Firenze Andrea Marcel PidalĂ , la professoressa Rosetta Vitanza e la scrittrice e presidente della Pro Loco Vincenza Mola.
đď¸ Sinagra, 12/1/2026

